
“Due monaci buddisti lasciarono il loro monastero per raggiungerne un altro che distava circa un giorno di cammino. Dopo alcune ore a camminare, una fortissima tempesta li sorprese. I monaci si ripararono e quando smise di piovere si rimisero in cammino. L’acqua aveva però fatto esondare un fiume, che aveva allagato tutta la strada.
Nei pressi di una grande pozza di acqua, i due monaci videro una donna, bellissima e disperata. La donna aveva paura di attraversare la pozza, così chiese ai due monaci se potessero aiutarla. Il più giovane scosse la testa imbarazzato e rivolse il proprio sguardo altrove. Il più vecchio, invece, non ci pensò due volte: prese la donna in braccio e insieme attraversarono la pozza. Una volta dall’altra parte, la donna lo ringraziò e si allontanò verso un’altra direzione.
I due monaci ripresero a camminare. Camminarono per tutto il tempo in silenzio, senza proferire alcuna parola. Il monaco anziano contemplava la natura, meditava camminando. Il monaco giovane, invece, aveva lo sguardo basso e sembrava pensieroso.
Solo alla sera, quando intravidero il monastero in cui avrebbero trascorso la notte, il giovane monaco ruppe il silenzio e disse con vigore al suo compagno di viaggio: “Non ti sembra sbagliato toccare una donna? Prenderla in braccio in quel modo, sentire il suo corpo premuto contro il tuo, permetterle di mettere le sue mani intorno al tuo collo? Noi siamo monaci, non è forse sbagliato portare una donna in braccio?”
Il monaco anziano si prese qualche secondo prima di rispondere. Poi disse: «È vero: io ho trasportato quella donna per qualche metro. Ma tu, figlio mio, l’hai trasportata nella tua testa per tutto il giorno. L’hai portata con te da quando l’abbiamo incontrata fino a questo momento… ed è probabile che la porterai con te anche stanotte!”
Navigando sul web mi sono imbattuta in questa storia e leggendola, forse per quello che sto attraversando in questo periodo, mi ci sono ritrovata. Il succo è che bisogna imparare a vivere qui e ora.
Il monaco anziano riesce a farlo serenamente, in quanto la sua mente è libera…prima trasporta la donna e poi se la dimentica apprezzando così, per il resto della giornata, le bellezze della natura. Al contrario, il monaco giovane è infelice, pieno di preoccupazioni e dubbi per via del peso che si porta dietro…è schiavo del passato….La sua mente non riesce a posizionarsi sul momento presente, perché è concentrata esclusivamente su un episodio del passato.
Il messaggio di questo racconto buddhista è al tempo stesso semplice e illuminante: i pesi più grandi che ci portiamo dietro non hanno nulla a che vedere con il mondo fisico. Non sono oggetti, non sono cose. Sono i pensieri e tutte le preoccupazioni, le paure, le ansie e i dubbi che generano.
Spesso, per convenzioni sociali o per mille altri motivi, la nostra mente si arrabatta, si strugge e si interseca in pensieri che sarebbero altresì semplici.
Impariamo a prendere le cose per quello che sono, viviamo nel momento presente e impariamo a lasciare andare.


La conoscevo; sempre bella
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Si è vero…grazie 😊
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